5 (0.5) Modelli ipotetici 2018-2023

 

 MODELLO IPOTETICO 2018-2023 : sistema sociosanitario proattivo basato sulla promozione della salute

PRIORITA’

1 Affrontare le EMERGENZE
* quali sono le maggiori criticita’ strutturali del Sistema Sanitario Regionale atttuale e dove/come possiamo intervenire con urgenza?

2 Costruire un NUOVO MODELLO DI SANITA’
* come il SSR potrebbe essere integrato con nuove  funzioni/processi/professioni per meglio rispondere  al nuovo (e futuro) fabbisogno di salute ?

CARATTERISTICHE

– Cittadino “SANO” al centro, non passivo e in attesa della malattia
– Sanita’ one-to-one di precisione, verso obiettivo “malattia zero” e piena applicazione del modello P4 Medicine (Personalizzata, Predittiva, Preventiva e Partecipativa)
– Deospedalizzazione, forte investimento su prevenzione, sanità elettronica, assistenza domiciliare (homecare) e servizi sociosanitari territoriali.
– Integrazione e collaborazione fra tutti gli erogatori di servizi, pubblici e privati, ospedalieri, territoriali e sociosanitari.
– Assistenza proattiva su percorsi integrati e personalizzati sulle specifiche esigenze (ePDTA)
– Diagnosi e processi terapeutici avanzati e coordinati via Fascicolo Socio Sanitario Elettronico Regionale (FSSEr) costantemente aggiornato
– Coinvolgimento del paziente, tramite followup continuo sull’esito delle terapie, con gestione unica/programmazione dei percorsi diagnostici
– Pagamento degli erogatori in base al mantenimento della salute


EFFETTI:
– Investimento su prevenzione
– Massima presa in carico
– Costi ridotti per il cittadino
– Efficacia del monitoraggio e dei controlli
– Migliore tempistica di risposta
– Accesso garantito ai servizi territoriali sanitari e sociosanitari a km0

 

(0.5.1) Programmazione sanitaria vincolante

PROGRAMMAZIONE REGIONALE (vari dossier e internal audit prodotti)

  • Programmazione: A livello centralizzato dovrà pervenire dalle singole aziende ogni anno la programmazione del fabbisogno, in base ai protocolli, delle risorse umane, degli investimenti, dei macchinari e attrezzature commisurati ai volumi di produzione, affinché la Regione possa a sua volta effettuare la pianificazione dei fabbisogni regionali.

  • Aziendalizzazione: esiste un fraintendimento sul concetto per cui si reputa dannosa l’applicazione di criteri aziendalistici alla sanità pubblica. In realtà il punto di partenza è l’appropriatezza nell’erogazione del servizio verso l’utente e il soddisfacimento del suo fabbisogno. Partendo da tale presupposto applicare i criteri di pianificazione e controllo diventa strumentale al conseguimento dell’obiettivo. E tali principi, pur essendo aziendalistici, sono comunque al servizio del soddisfacimento del fabbisogno in termini di appropriatezza, efficacia ed efficienza. Esistono indicatori standard in grado di misurare il servizio e il soddisfacimento che vada oltre la mera valutazione economica, proprio mediante un monitoraggio qualitativo misurabile. Attivare la responsabilizzazione e valutazione manageriale attraverso tali indicatori diventa fondamentale per il conseguimento dell’obiettivo iniziale: il soddisfacimento del fabbisogno. Pertanto aziendalizzazione è correlata con il sistema di controllo strutturato e oggettivo del livello di soddisfazione del fabbisogno.

  • Riforma del Ruolo di GSA (Gestione Sanitaria accentrata) che attualmente rappresenta solo un costo e non svolge il ruolo di programmazione e pianificazione per cui è stata preposta. GSA attualmente consolida i bilanci delle aziende ospedaliere e sanitarie, degli IRCSS e del 118, esclusivamente al fine di compensarne le perdite (che nel 2015 sono state pari a 1,4 miliardi) gestendo impropriamente un budget compensativo che non giustifica l’attività e deresponsabilizza dalla mala gestione contabile i singoli direttori generali che si vedono annullare il deficit. GSA dovrà controllare anche il fabbisogno in termini di domanda e riallocare nell’appropriatezza gestionale la possibilità di offerta nell’equilibrio e nell’ottimizzazione dei rapporti pubblico privato, cercando di riportare nel pubblico l’offerta qualora questo sia nella condizione organizzativa e strutturale di erogarla.

  • Pianificazione del fabbisogno socio sanitario in relazione con i comuni. L’attenzione posta al disagio sociale e alle non autosufficienze e alle persone fragili, impone un approccio diversificato per integrare domanda e frammentazione dell’offerta assistenziale nell’ottica della riduzione della dispersione di risorse.

  • Nuova programmazione budget degli accreditati, basata sul controllo delle prestazioni erogate, sull’inserimento delle stesse nel centro unico di prenotazione regionale (attualmente non sono presenti), sul controllo delle SDO, sul controllo dei requisiti organizzativi, strutturali e sui protocolli oltre che sulla gestione dei bilanci e del personale interno, anche quello esternalizzato, ampliamento della valutazione degli esiti al settore accreditato.

  • Modalità di individuazione e applicazione degli standard nella programmazione: la Regione promuove e applica l’utilizzo degli indicatori standard basati sia su bench marking tra regioni e sia su sistema di valutazione delle performance dei sistemi sanitari regionali prodotti da appositi centri studi (ES: Università S Anna di PISA) e inserisce tali standard nel sistema di valutazione dei direttori generali e delle dirigenze apicali. Gli standard si riferiscono sia ai costi e sia alla misurazione qualitativa delle prestazioni basandosi su esito delle cure, appropriatezza, efficacia ed efficienza.

 

– PROGRAMMAZIONE

La gestione attuale della sanita’ e’ fondata unicamente sull’emergenza, sulla gestione commissariale, sull’accentramento del potere presso la Direzione regionale, con direttive imposte dall’alto e che i Direttori Generali delle ASL laziali applicano pedissequamente.

Riportare la Regione Lazio in una condizione di normalita’ amministrativa e legislativa, significa programmare a medio e lungo termine, ipotizzando tutti i possibili scenari e valutando oggettivamente e con la massima attenzione i risultati previsti nell’applicazione di un modello di politica sanitaria, intervenendo periodicamente nella sua valutazione ed efficacia, correggendone di volta in volta i possibili impatti negativi sui cittadini.

Un aspetto fondamentale sono gli atti aziendali delle ASL e i relativi piani strategici operativi.
Ad oggi abbiamo situazioni completamente diverse fra di loro, poiche’ le linee guida regionali (generiche e spesso errrate) sono state interpretate diversamente da ogni territorio laziale, spesso con risultati estremamente differenti.

Partire da una revisione completa degli atti aziendali, in modo coordinato e condiviso con i territori stessi (in base al reale fabbisogno sanitario) permettera’ di ripartire con una politica sanitaria di investimento a medio e lungo termine.

Introducendo monitor di valutazione delle performances dei dirigenti, rivedendo completamente i meccanismi (spesso osceni) di assunzione-nomina-promozione, inseriremo nei vertici apicali delle direzioni regionali e delle direzioni generali, solo persone di comprovata esperienza tecnica, senza alcuna affiliazione politica o clientelare.

URGENZE
– Avvio di un programma operativo (non solo linee di indirizzo, o un generico piano sanitario regionale) per evidenziare gli investimenti per i prossimi 5 anni, struttura per struttura, e citta’ per citta’
– Interventi di messa in sicurezza dei maggiori presidi ospedalieri, nei territori piu’ depauperati dalla scarsa offerta sanitaria (Frosinone, Rieti, …)
– Revisione sistema di gestione dell’emergenza: ruolo e funzioni ARES 118 (revisione forme di privatizzazione e gestione a spot da parte di cooperative non convenzionate) in coordinamento con strutture locali e nazionali di protezione civile
– Risoluzione urgente dei problemi strutturali relativi al sovraffollamento e all’ incorretto accesso ai pronto soccorso
– Risoluzione della chiusura delle liste di attesa, dell’abuso dell’intramoenia, dell’appropriatezza prescrittiva
– Ridefinizione delle reti regionali in base a reale efficacia ed efficienza
– Revisione ruolo MMG, PLS, professioni sanitarie e ribilanciamento settore ospedaliero-servizi territoriali

(0.5.2) Investimenti per il recupero della produttività del SSR

Titolo Dettagli Stato attuazione
02.01.00 sistema informativo di controllo e programmazione accentramento su un unico sistema informativo regionale
02.02.00 piano di ammodernamento tecnologico albo tecnologico x mappatura strumentazione tecnologica per evitare macchinari inutilizzati o posizionati dove non serve, e per investimenti su reali neceessita’
02.03.00 calcolo reale su produttivita’ asl e enti ospedalieri valutazione sistema di benchmarking reale per valutare l’efficacia e la qualita’ del servizio ai cittadini
02.04.00 Ehealth e telemedicina risparmio costi e avvicinamento a esigenze cittadini PDL n. 102 presentata il 21/11/2013 “ATTUAZIONE DELLE INIZIATIVE DI EHEALTH NELLA REGIONE LAZIO“
02.05.00 Integrazione ospedale e territorio con informatizzazione dei dati clinici della popolazione. (Cartella clinica informatizzata)
02.06.00 PA aperta, trasparenza e sanita’ digitale (opendata, openbilancio, ecc) PDL n.163 presentata il 28/04/14 “NORME SU SOFTWARE LIBERO, ACCESSIBILITA’ DI DATI E DOCUMENTI, HARDWARE DOCUMENTATO, SERVIZI TELEMATICI TRASPARENTI E PARTECIPATIVI“

 

 

(0.5.3) Strategia di rafforzamento funzioni centrali del settore pubblico

***in elaborazione

Valutazione su debolezze settore pubblico che avvantaggiano il settore privato

– ridefinizione investimenti
– modello qualità di valutazione costi/efficacia
– redistribuzione posti letto
– management diffuso ed azienda di servizi

(0.5.4) Studio su capacita’ adattativa del sistema e livello di resilienza
***in elaborazione
– sviluppo percorsi adattativi
– distribuzione dei fattori di rischio modificabili

(0.5.5) Interpretazione dei bisogni inespressi di salute della popolazione
***in elaborazione

(0.5.6) Rivoluzione digitale, internet delle cose e sanità elettronica

Le nuove tecnologie unite al progresso scientifico stanno aprendo nuovi orizzonti inimmaginabili fino a pochi anni fa. La post-genomica permette di avvicinarsi sempre più ad un modello di medicina predittiva personalizzata (P4 Medicine).
Grazie alla diffusione dei sensori individuali indossabili (wereables) potremo estendere il monitoraggio dei pazienti, unendo i tradizionali bigdata sanitari a quelli sociosanitari, mettendoli finalmente in relazione agli importantissimi dati di epidemiologia ambientale.

Sarà possibile a breve sequenziare un intero genoma umano a basso costo, permettendo analisi molecolari sempre piu’ approfondite del genoma di ogni singolo paziente, e potremo sviluppare farmaci e terapie individuali. Per ogni singolo individuo sarà presto possibile mettere a punto strategie di prevenzione, identificando il proprio percorso diagnostico terapeutico assistenziale (ePDTA).

La transizione da una medicina generica di massa ad una medicina sistemica di precisione, avviene attraverso una serie molto ampia di biomarcatori predittivi, che permetteranno di stratificare la popolazione in in coorti sempre più ristrette di pazienti “predisposti ad una o piu’ patologie”.

Realizzeremo quindi la medicina predittiva individuale in ambito presintomatico, la medicina del futuro…che non attende passivamente che la persona sana si ammali, per prescrivere le cure quando la patologia è già conclamata o cronica, ma fa il possibile per mantenerlo in salute ed evitare che si ammali.

L’evoluzione informatica in sanità e’ la chiave: dagli attuali sistemi di cognitive computing e deep learning, arriveremo a reti neurali di predictive health analysis, verso l’intelligenza artificiale, che identificheranno sempre più biomarcatori predittivi (segnali sentinella di relazioni nello sviluppo di patologie) per affiancare il medico nella diagnosi e nella gestione dell’ePDTA.
Intercetteremo quindi tutti i fattori endogeni e gli agenti patogeni, cio’ tutta quella vastissima gamma di variabili “tossiche” ambientali e genetiche che influenzano la capacità dell’organismo di autorigenerarsi e autoregolarsi, e che conducono quindi a processi degenerativi e cronici, ossia as sviluppare malattie multifattoriali e comorbilità di vario genere e a vario livello di complessità.
La correzione di comportamenti non protettivi sarà la chiave della prevenzione futura delle principali malattie, fisiche e psichiche.

Sempre più importanti saranno l’epigenetica ambientale, l’epidemiologia molecolare, la nutrigenetica e l’analisi delle predisposizione genomica individuale.

Il Fascicolo Socio Sanitario Elettronico Regionale (FSSER) sarà il luogo dove monitorare/ intercettare infezioni, inquinamento, stili di vita errati, sedentarietà e scarsa attività fisica, stress, abuso di sostanze nocive, alimentazione scorretta e corredo genetico.
La storia clinica e genetica, le condizioni ambientali, il profilo sociopersonale attuale: l’elaborazione di questi dati permetterà al SSR di identificare il profilo bioanalitico futuro di ogni persona (significatività statistica relativa all’insorgenza di uno stato di malattia prima della comparsa dei sintomi), e avviare in modo automatico percorsi personalizzati (ePDTA) sui” malati potenziali” (unpatients).
Per ogni singolo individuo sarà presto possibile mettere a punto strategie di prevenzione, identificando il proprio ePDTA.
Il Servizio Sanitario Regionale dovrà accompagnare, senza mai obbligare, il cittadino al suo “dovere alla salute”, aiutandolo a mantenere tramite un diario di benessere, il suo equilibrio omeostatico.
Ciò avverrà attraverso una rete coordinata di agenzie territoriali per l’informazione e l’educazione sociosanitaria (scuole, asl, ecc) e grazie a nuovi “centri di prevenzione”, presenti capillarmente sul territorio, che attiveranno percorsi di counceling non con il singolo paziente, ma con l’intero nucleo familiare.
Gli stessi servizi sanitari e sociosanitari dovranno essere ricostruiti “intorno” alle esigenze dei pazienti sani o temporaneamente malati, tramite la rottura definitiva della suddivisione ospedale-territorio-domicilio e attraverso l’abbattimento delle modalita’ di lavoro delle professioni tradizionali, verso nuovi team multidisciplinari di professionisti, flessibili nella loro attivazione e specifici per i singoli pazienti, che opereranno in nuove modalità di relazione con tutti gli erogatori di servizi sanitari, riabilitativi ed assistenziali, sia pubblici che privati.

Possiamo iniziare a costruire questo futuro già oggi.
Perchè l’infrastruttura per la Population Health Management è già realtà.

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